venerdì 24 novembre, 2017

SALUTE e BENESSERE – Elisa Sergi – cellule staminali in ortopedia

Cari Amici,
in questa puntata ci occupiamo di trapianto di cellule staminali in ambito ortopedico.
La ricerca medica, in contnua evoluzione, ha permesso di studiare i risultati degli innesti di queste particolari cellule totipotenti a fini terapeutici.
Il Trapianto di cellule staminali, consiste nell’utilizzo di piccole porzioni di tessuto lipidico estratte dal paziente stesso, per trattare, in questo caso, la patologia ortopedica.
Queste innovazioni in campo ortopedico, garantiscono al paziente un minor tempo di convalescenza e di ripresa motoria con una procedura minimamente invasiva.
In questa puntata quindi, esporremo brevemente questa nuova procedura, che ha permesso il superaramento e l’affiancamento, delle classiche tecniche chirurgiche usuali. In special modo, esso trova impiego in pazienti che presentano patologie di tipo artrosico, che normalmente potevano essere trattati con interventi tradizionali di tipo protesico.
Le zone maggiormente interessate sono: anca, ginocchio e spalla. Si ricorre a questa nuova tecnica anche per interventi di artroscopia endoscopica o osteotomia articolare di riallineamento osseo. Praticamente è un autotrapianto in cui dal paziente viene prelevato tessuto adiposo dalla fascia sotto ombelicale. Successivamente, queste cellule, vengono frazionate ad altissima velocità da ingegneri biomedici presenti in sala operatoria, con apposite centrifughe, per poi essere reinnestate nel tessuto articolare tramite un’iniezione. Il fine di questo particolare procedimento, è una completa ricrescita in situ, dove il paziente riscontra il trauma o il danneggiamento cartilagineo.
Quest’intervento è assolutamente biocompatibile e quasi privo di effetti collaterali, se non quelli legati a tutti gli interventi operatori. Le cellule staminali trapiantate, riconoscono le cellule in loco danneggiate e iniziano a riattivare il processo di formazione cellulare che porta infine a guarigione.
Altri aspetti positivi, legati a questo autotrapianto, sono le ridottisiime se non inesistenti perdite ematiche e l’assenza o quasi di riabilitazione, poiché non vi è la classica immobilizzazione e quindi un post operatorio decisamente leggero.

Buona visione

Elisa Sergi

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Chirurgo Ortopedico Dott Colao


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Dott Colao Ortopedico Traumatologo

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