martedì 26 settembre, 2017

Elisa Sergi – Podologia pediatrica – Salute e Benessere

Amici miei,
nella puntata di oggi parleremo di podologia in ambito pediatrico.
Oggi giorno sappiamo quanto sia importante, per prevenire le patologie podaliche, far controllare il bambino nei primissimi anni di vita.
Il piede, organo senso-motorio, lavora in sinergia con il resto del corpo per garantire stabilità e movimento. Per tale motivo, occorre dedicargli la giusta attenzione per evitare o limitare l’insorgenza di problematiche in età adulta. A tal proposito, è consigliato consultare il podologo fin dall’infanzia per valutare l’accrescimento ed i cambiamenti podo-posturali del bambino, onde evitare problemi di questa importante struttura che potrebbero causare difetti di deambulazione. Il piede, per i bambini, è soprattutto uno strumento per conoscere il terreno e fonte di informazioni per capacità di equilibrio e deambulazione, ed è di fondamentale importanza che il bambino stesso scelga autonomamente il momento e lo stile di camminata, passando per il gattonamento alla posizione eretta.
È consigliabile permettere ai bambini di camminare scalzi in casa, meglio ancora su terreni erbosi o sabbiosi, come esercizio per rinforzare la pianta del piede, al fine di allenare i muscoli delle gambe ed educare all’equilibrio. Il piede del bambino è infatti una struttura in continua evoluzione e spesso i difetti che compaiono sono semplici atteggiamenti, destinati a correggersi spontaneamente.
Per distinguere però gli atteggiamenti naturali da quelli fisiologici, è consigliabile un consulto da un podologo pediatrico fin dai 3-4 anni di età, momento in cui si passa dall’iperlassità, alla formazione dell’arco plantare come struttura stabile. Tutti i bambini infatti alla nascita presentano un’iperlassità facilmente confusa dai genitori come piede piatto, questa infatti rimane la principale domanda posta a noi podologi in una prima visita. Bisogna pensare che alla nascita il bambino ha solo il 50% dello scheletro ossificato e i piedi sono in continua evoluzione.
Già a partire dal primo anno di età, dopo il gattonamento, il bambino va alla ricerca di un suo equilibrio, nonostante l’apparente assenza dell’arco plantare. Bisogna dunque stimolare il bambino ad un corretto appoggio.
Fondamentale è poi la scelta della calzatura che deve consentire i giusti movimenti. La scarpina, deve avere suola flessibile, lunghezza adeguata (deve superare di un dito traverso l’alluce, per consentire lo slittamento in avanti del piede durante il passo) ed un contrafforte solido e resistente che però non superi l’altezza dei malleoli.
I genitori devono osservare l’usura delle scarpine fin dai primissimi passi, tenere sotto controllo l’atteggiamento posturale del bambino per evitare problematiche posturali e podologiche, derivanti anche da modi di sedersi sbagliati, gattonamento errato o principi di scoliosi.

Buona visione

Elisa Sergi

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